Anni Cinquanta

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Gli anni del dopoguerra, negli Stati Uniti, sono fatti di grande energia ed eccentricità: macchine chiassose e colorate, drink con gli ombrellini e clima di ottimismo esasperato. Le donne sono mogli bionde alla Doris Day o procaci “ragazze del piano di sopra” alla Marilyn Monroe. Le forme femminili sono esaltate da gonne a ruota dalla vita strettissima e jeans attillati. I miti da copiare sono le pin up, Marlon Brando con le sue magliette sdrucite e i giubbotti di pelle, Elvis con la sua camicia hawaiana. Gli anni del rock and roll sono pieni di ragazze in abiti scamiciati stampati, foulard al collo, ballerine ai piedi e i capelli acconciati con la pony tail. In Europa, sono gli anni del New Look di Dior, della nascita del Made in Italy, ma anche dell’ anticonformismo radicale e scomodo della boheme parigina: giovani arrabbiati che non credono a nulla e vestono maglioni slabbrati, pantaloni senza forma, sandali e scarpe di tela senza calze; le donne sono magre, magrissime, dall’aria distaccata e i capelli disordinati, la sigaretta senza filtro penzolante tra le labbra. Sono gli anni della musica nelle caves, del divismo dei jazzisti, di Greta Garbo, dei libri usati e macchiati di caffè, dei vinili a buon mercato.